Barletta


LA CATTEDRALE DI SANTA MARIA MAGGIORE, XI secolo

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La Cattedrale di Santa Maria Maggiore
      

La definizione di cattedrale è impropria. In realtà la chiesa di S. Maria maggiore è stata cattedrale solo tra il 1860 e il 1986, quando la cattedra fu spostata a Trani. Tuttavia il titolo è rimasto nel linguaggio corrente. La chiesa sorge sui resti di un ipogeo e di una chiesa paleocristiana, emersi dai recenti scavi svolti negli anni ’90. Raccoglie in sé la storia e l’evoluzione del vicus barulitano, che solo dall’IX sec. uscirà dal cono d’ombra per conoscere una gran fioritura, soprattutto sotto i Normanni. Secondo una pergamena del 1162, che attesta una donazione, la cattedrale fu eretta nel XI secolo d. C., dal protomagister  Simiacca e suo figlio Luca. Subisce un primo ampliamento all'inizio del XIV sec. e nel XVII viene innalzato ulteriormente il soffitto.

 Si presenta con una facciata tipicamente romanico-pugliese con influenza islamiche nelle bifore. I due ingressi laterali sono sormontati da due archivolti riccamente decorati con scene e personaggi sicuramente tratti dalle divinità pagane dei primi Normanni. L'abside è composta internamente da cinque cappelle radiali a cui si accede attraverso un deambulatorio, da un Ambone e Pulpito del XIII sec. Sono presenti un busto raffigurante l'imperatore Ferdinando d'Aragona che fu incoronato nella chiesa. Un monumento funebre a Michele Gentile, patrizio barlettano raffigurato in un abito di ottima fattura spagnola. Fra le varie tele di autori famosi come Giacinto di Francia, Raffaele Girondi, spicca una tavola trecentesca bifacciale raffigurante una Madonna dell'Assunta con bambino dipinta dal pittore modenese Paolo de Serafini e detta la Madonna della Sfida. Di notevole fattura sono le due cappelle seicentesche, quella del Santissimo Sacramento e del Transito di San Giuseppe.

 

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L'interno della Cattedrale

 

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